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Un matrimonio internazionale in Valpolicella con 250 invitati: la favola di Luca e Carine

Ci sono matrimoni che fotografi e diventano una sensazione che ti accompagna per giorni insieme alla consapevolezza di aver assistito a qualcosa di straordinario.

Il matrimonio di Carine e Luca è stato proprio così. Agosto, Valpolicella, 250 persone arrivate da ogni angolo del mondo. E una storia d’amore che aveva già attraversato continenti e fusi orari.

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Carine, una sposa con una storia speciale

Carine Kanimba è un’avvocata e attivista internazionale. Figlia adottiva di Paul Rusesabagina, l’uomo che ispirò il film Hotel Rwanda e che salvò migliaia di connazionali dal genocidio del 1994, ha dedicato gli anni prima del matrimonio ad una battaglia per la giustizia per ottenere la liberazione del padre incarcerato ingiustamente.
Nel marzo 2023, dopo anni di pressione internazionale, suo padre è stato finalmente liberato e ha potuto riabbracciare la sua famiglia.
Un anno dopo, Carine attraversava la navata verso il suo sposo con lui al suo fianco.

C’è qualcosa di incredibile in questa sequenza. Un anno esatto tra la fine di una battaglia e l’inizio di una nuova vita. Fotografare quel giorno ha significato avere il privilegio di vedere una storia chiudersi e un’altra piena di gioia cominciare.

La storia di Luca e Carine è una di quelle storie che iniziano per caso.
Luca la vede per la prima volta in televisione, lei stava facendo un’intervista in diretta sulla BBC. È una di quelle presenze che non si ignorano: energia, chiarezza, una certa grazia sotto pressione. Prima che l’intervista finisca, Luca le scrive su LinkedIn.

Da lì, mesi di telefonate. Ore diverse, città diverse, continenti diversi. Bruxelles, Londra, Berlino, Lisbona, New York, il lago di Garda. Il primo bacio è alla Grand Place di Bruxelles e il barista del Starbucks dove vanno subito dopo scrive sulle loro tazze, senza che nessuno glielo abbia chiesto: “We’re together.”
Certe cose le sente chiunque guardi con attenzione.

La Valpolicella come approdo

Per il matrimonio scelgono Villa Rizzardi, nel cuore della Valpolicella. La villa si trova a Negrar a pochi chilometri da Verona, immersa nei vigneti e nel giardino storico di Pojega, uno degli esempi più raffinati di giardino all’italiana del Settecento. Un luogo che conosco bene e che amo fotografare: ha quella rara capacità di incantare da qualsiasi punto di vista la si guardi.

È il luogo giusto per una coppia come loro e per una giornata che ha riunito culture, lingue, storie ed emozioni.

La cerimonia: una distesa di fiori arancioni e un momento che ferma il respiro

La scenografia floreale a cura di Il fiore all’Occhiello è stata un’esplosione di arancione e bianco. Duecentocinquanta ospiti, venuti da tutto il mondo hanno riempito lo spazio con una molteplicità di lingue, abbigliamenti, volti. C’erano rappresentanti di istituzioni internazionali, amici di lunga data, familiari. Un microcosmo.

Il momento che mi è rimasto più dentro è senza dubbio quando il papà di Carine l’ha accompagnata lungo la navata. C’era qualcosa in quel gesto, nella sua compostezza, nel modo in cui lei lo guardava, che mi ha profondamente colpita.
E’ davvero un privilegio poter raccontare questi momenti.

L’aperitivo: tra tradizioni e attimi sospesi

Dopo la cerimonia, gli ospiti si sono spostati nel giardino nel retro della villa per l’aperitivo. E lì è accaduta una delle cose più belle della giornata: un gruppo di danzatori africani ha trasformato il giardino storico della villa in qualcosa di completamente inaspettato. Canti, percussioni, movimenti e una presenza gioiosa che ha incantato e sorpreso gli sposi e gli ospiti.

La cena sotto il viale dei carpini di villa Rizzardi

Per la cena, un lungo tavolo imperiale è stato allestito sotto il celebre viale dei carpini di Villa Rizzardi, uno degli scenari più cinematografici che questa location sappia offrire. La luce della sera filtrava tra le chiome, i colori caldi del tramonto si mescolavano al bianco delle tovaglie e all’arancione dei fiori. È il tipo di scena che come fotografa cerchi tutto il giorno e che passeresti ore a fotografare.
Durante la cena diversi speech hanno commosso gli sposi, tra abbracci di famiglie e amici.

I fuochi d’artificio, la musica, il ballo con il papà

Per il taglio della torta gli sposi si sono spostati nell’anfiteatro della villa, l’antico Teatro di Verzura e lì c’è stato un momento di fuochi d’artificio che ha acceso il cielo. Poi la pista da ballo, la musica che suona e di nuovo le performance del corpo di ballo africano: un ritmo che ha trascinato tutti, noi fotografi compresi!

Per finire, la festa con il deejay all’interno della villa. Carine ha cambiato l’abito a favore di uno più leggero e pratico per le danze e lì, in quello spazio di festa, c’è stato il ballo con il suo papà. Uno di quei momenti che non si pianificano e che semplicemente accadono. Avevo le lacrime agli occhi.
Non è la prima volta che mi succede fotografando ma ogni volta è come se fosse la prima.

Fotografare un matrimonio in Valpolicella

Quello che amo di Villa Rizzardi e più in generale della Valpolicella come territorio, è la capacità di accogliere storie diverse senza omologarle. Non impone un’estetica ma si adatta al gusto e alla personalità degli sposi. E i matrimoni internazionali, come quello di Carine e Luca, trovano qui uno spazio che sa essere neutro e magnifico allo stesso tempo.

Se stai pensando a un matrimonio in Valpolicella e cerchi una fotografa che sappia stare dentro la tua giornata con discrezione ed empatia, scrivimi. Ogni storia merita di essere raccontata con la cura che si merita e alcune, come quella di Carine e Luca, mi ricordano perché questo lavoro è un privilegio.

Team
Foto: Giovanna Aprili
Video: Filmsdiary Danilo Grassi
Planning: Foorevent
Location: Villa Rizzardi
Catering: Food and Sweet
Flowers: Fiore all’occhiello

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